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venerdì 26 marzo 2021

In vetrina: "L'amore coniugato", il primo romanzo di Annalisa Giuliani

Un battesimo a dare inizio al Preludio. "Artemisia è il mio nome" è il titolo del primo capitolo, in cui la protagonista si presenta. Il nome del fiore, il nome che segna il legame con la madre, il nome frutto dell'amore del papà. Un nome che è un filo. Continuità e nuovo inizio.

"L'amore coniugato" è il primo libro pubblicato da Annalisa Giuliani: un romanzo di 99 pagine, diviso in atti. Ogni capitolo si apre con una citazione letteraria o musicale, in lingua originale, e racchiude un concentrato di immagini. Uno spaccato su uno dei personaggi, apparentemente distanti gli uni dagli altri, a descrivere un determinato tempo e un determinato episodio. 


Senza nome si esiste solo a metà. Si occupa uno spazio dove il tempo scorre indifferente. Come non essere al mondo, si è nessuno. Per dieci giorni fu niente, inconsistenza. Evanescente come l'acqua che evapora dalla terra.

Poi la pioggia non cadde più. Si conficcò nella carne, nelle ossa, dove restò per sempre. E lei ebbe un nome: Artemisia. [...] Artemisia, la pianta che cresceva anarchica nel giardino della madre e di cui lei aveva cura.

giovedì 25 marzo 2021

In vetrina: "Il Giardino sulla Spiaggia", la concreta introspezione di Gabriele Levantini

"Il Giardino sulla Spiaggia" è un libro, un blog, un progetto. Ancor prima, un'idea. "Il Giardino sulla Spiaggia" è il sogno di Gabriele Levantini, un sognatore concreto, classe 1985, che ha affiancato alla creatività letteraria gli studi scientifici. Come confessa lo stesso autore, alla base delle due passioni apparentemente discordanti vi è un'unica origine: la curiosità. Tale spinta lo ha condotto fino alla pubblicazione del suo primo libro: una raccolta di racconti selezionati.

Prima di essere un testo stampato, "Il Giardino sulla Spiaggia" è un sito (che vi invito a esplorare cliccando qui) in cui Gabriele Levantini condivide i suoi brevi spiragli sul mondo: racconti che sono fotografie verosimili della realtà, ognuna scattata da una prospettiva differente, in modo da rendere la varietà e la complessità - nonché la vera bellezza - dell'esistenza. 


A chiarire il significato del titolo, è sempre lo stesso autore, il quale, nell'introduzione, sottolinea la simbologia dei due luoghi: quello circoscritto e intimo del giardino, messo a disposizione degli altri, e quindi situato sulla "spiaggia", luogo aperto e dirimpetto all'infinito.

martedì 23 marzo 2021

Rupi Kaur e la poesia contemporanea


Li chiamano Instapoet, mi hanno detto. I poeti all'era dei social, dall'economia di parole e rinuncia ai segni di punteggiatura. Immediatezza e un colpo d'occhio sufficiente per completare la lettura. Per quanto spesso criticati, c'è da dire che la capacità di sintesi e quella di comunicare un messaggio che raggiunga un gran numero di persone non è cosa da poco.

Rupi Kaur è la poetessa emblema di questa nuova tendenza, affermatasi sul panorama letterario mondiale vendendo milioni di copie della sua prima raccolta, intitolata "milk and honey", inizialmente autopubblicata. Rupi Kaur, giovane canadese di origine indiana, ha finora pubblicato tre libri, ottenendo un successo mondiale. Vale la pena di conoscere i suoi testi per farsene un'idea personale.

lunedì 22 marzo 2021

In vetrina: "Paradisi senza luce", pensieri oscuri di un adolescente (poco?) comune

Mario Rossi, uno dei nomi italiani più comuni, è il protagonista del racconto "Paradisi senza Luce", di Dario Ghiglino. Di comune, però, Mario Rossi non ha nulla. 

Autore: Damiano Dario Ghiglino
Titolo: Paradisi senza luce
Costo: € 8,50
Pagine: 71

"Paradisi senza luce" , pubblicato nel 2018, è un romanzo breve, il cui titolo rimanda al mondo interiore del protagonista, un adolescente ossessionato dall'idea della morte. Nonostante trascini la sua vita con apatia, Mario non vuole morire, ma sente che la fine è vicina. Attende ciò che verrà dopo con rassegnazione, immaginando un paradiso atipico: nessun aldilà idilliaco, nessuna luce accecante, al contrario, una visione che scardina i luoghi comuni.  

Senza luce è anche la sua esistenza: una vita trascorsa nell'ombra, ai margini di una società con la quale non ha intenzione di interagire, percependo invalicabile il divario tra se stesso e gli altri. Profondo è il distacco con gli adulti in particolare, a partire dalla madre. Negli episodi in cui è citata, appare come una donna debole e sofferente, che spesso piange dopo taluni atteggiamenti del figlio, verso cui predomina un rapporto di incomunicabilità e incomprensione.