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venerdì 18 aprile 2014

Gabriel García Márquez: quattro consigli di lettura

Soprannominato Gabo, Gabriel García Márquez, vincitore del Premio Nobel nel 1982, è l'autore di opere universalmente conosciute che hanno segnato la storia della letteratura. 
   Di origine colombiana, egli ci ha regalato tra le pagine più preziose mai scritte prima, sviscerando la nostra storia - e in particolare quella latinoamericana - e i sentimenti più comuni e contorti dell'essere umano. La sua opera è un sunto del nostro passato e della nostra esistenza, in quanto società e come singoli individui
   Insieme a Mario Vargas Llosa (autore, tra le altre opere, di La ciudad y los perros e Travesuras de la niña mala), egli è uno dei principali rappresentanti del boom letterario degli anni '60-'70 che ha interessato l'America Latina.  
   Ho letto diversi suoi romanzi e racconti, a partire da Cien años de soledad, innamorandomi da subito del suo stile versatile, che anche quando appare semplice e scorrevole nasconde in sé allegorie e significati più profondi. Ecco brevemente alcuni consigli di lettura...

Giovedì Rossettiani 2014 #4: Goffredo Fofi e Massimiliano Virgilio

Penultimo appuntamento dei Giovedì Rossettiani con Goffredo Fofi e Massimiliano Virgilio, due diverse personalità di spicco del panorama culturale attuale, accomunati dal "Meridione". Da sempre vicino ai problemi meridionali il primo, napoletano il secondo: entrambi sono due differenti espressioni di uno stesso contesto.

"Goffredo Fofi è la storia della critica letteraria
italiana, con un occhio sempre rivolto al Sud".

   Saggista, giornalista e critico letterario, cinematografico e teatrale, Goffredo Fofi, nel corso della sua esperienza, ha utilizzato la scrittura nelle sue numerose forme e nei vari generi artistici come arma in più per far valere i diritti dell'uomo e battersi per i propri ideali. Oltre ad essersi occupato degli emarginati e delle persone più povere, come i bambini dei quartieri popolari (soprattutto a Napoli), Fofi ha fondato la rivista "Lo straniero", nella quale risuona non solo l'eco di Albert Camus, ma anche quella del suo impegno sociale e culturale. 

martedì 15 aprile 2014

Massimo Gramellini, Fai bei sogni

* / 5

Trama
Poche parole per centrare il punto. 
Scritto in prima persona, "Fai bei sogni" è la storia di un uomo che rielabora l'acuto dolore per la morte della madre, avvenuta quando lui aveva nove anni. Cresciuto senza il suo affetto e privo di figure femminili di riferimento, il protagonista ripercorre il lungo e delicato procedimento di elaborazione del lutto, superato solo in età matura, quando la verità gli si rivela in tutta la sua crudezza, permettendogli di accettare il passato e al tempo stesso liberarsene. Liberarsi del dolore, ma anche della parte negativa di sé, soprannominata Belfagor, che abita in lui, nutrendosi della sua rabbia.

Caratteristiche
   La storia è autobiografica: il bambino che ha perso la sua mamma da piccolo è proprio Gramellini, che racconta un po' di sé e della sua drammatica esperienza, senza mai scavare nel profondo dei suoi sentimenti, ma rimanendo sempre in superficie, come se la volontà di esporsi (suggerita anche dall'uso della prima persona) fosse continuamente ostacolata dal desiderio di documentare: conflitto, questo, che crea uno stile piatto
  La lettura procede rapidamente data la linearità del linguaggio e della sintassi, ma nel contenuto lo considero altamente noioso. Sebbene abbia apprezzato alcuni usi metaforici del linguaggio, il potenziale che questa storia poteva rappresentare non è stato affatto sfruttato, bensì affrontato superficialmente e con una finta non-leggerezza. Il dramma personale che poteva coinvolgere numerosi lettori a me ha lasciato quasi indifferente, perché il messaggio che vuole trasmettere si perde nel vuoto della lettura. 
   Il titolo è una sorta di augurio che riprende l'ultima frase sussurrata al figlio dalla madre, l'augurio di attingere sempre all'energia dell'universo, quella dell'amore (come spiega lo stesso autore). Ma né l'amore né il dolore vengono ben descritti, rimane una storia personale affrontata in maniera superficiale

Giudizio
   Personalmente, sono davvero stufa degli autori che danno da mangiare ai lettori ciò che vogliono e non per assenza di capacità, ma perché si sminuiscono i loro gusti raffinati, dimenticando che sono in grado di distinguere la semplicità dalla superficialità.
   Tanto pubblicizzato quanto deludente.