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giovedì 13 febbraio 2014

La parola del giorno#1: TOCCHIGNARE

"Clara tocchignava sempre tutto e tutti, un vizio che da quando vivevamo insieme mi dava un fastidio tremendo". 

(La versione di Barney, Mordecai Richler)

Significato: toccare (giocherellare con, palpeggiare, manipolare).

Incipit#2: I figli della mezzanotte


"Io sono nato nella città di Bombay...tanto tempo fa. No, non va bene, impossibile sfuggire alla data: sono nato nella casa di cura del dottor Narlikar il 15 agosto 1947. E l'ora? Anche l'ora è importante. Be', diciamo di notte. No, bisogna essere più precisi... Allo scoccare della mezzanotte, in effetti. Quando io arrivai le lancette dell'orologio congiunsero i palmi in un saluto rispettoso. Oh, diciamolo chiaro, diciamolo chiaro; nell'istante preciso in cui l'India pervenne all'indipendenza, io fui scaraventato nel mondo. Ci fu chi boccheggiò. E, fuori della finestra, folle e fuochi d'artificio. Pochi secondi dopo, mio padre si ruppe un alluce; ma questo incidente era una bazzecola se paragonato a quel che era accaduto a me in quel tenebroso momento: grazie infatti alle tirannie occulte di quelle lancette dolcemente ossequianti io ero stato misteriosamente ammanettato alla storia, e il mio destino indissolubilmente legato a quello del mio paese. Nei tre decenni successivi non avrei avuto scampo."

Incipit#1: La versione di Barney



   "Tutta colpa di Terry. È lui il mio sassolino nella scarpa. E se proprio devo essere sincero, è per togliermelo che ho deciso di cacciarmi in questo casino, cioè di raccontare la vera storia della mia vita dissipata. Fra l'altro mettendomi a scribacchiare un libro alla mia veneranda età violo un giuramento solenne, ma non posso non farlo. Non posso lasciare senza risposta le volgari insinuazioni che nella sua imminente autobiografia Terry McIver avanza su di me, le mie tre mogli (o come dice lui la troika di Barney Panofsky), la natura della mia amicizia con Boogie e, ovviamente, lo scandalo che mi porterò fin nella tomba."

mercoledì 12 febbraio 2014

Mordecai Richler, La versione di Barney

Mordecai Richler
La versione di Barney
(1997)


* * * * * /5

  Dopo una giornata intensa, ho ripreso tra le mani questo libro (finito di leggere qualche ora fa) e ho sorriso. Non importa quanto stressata tu possa essere, c'è sempre tempo - seppur minimo - per dedicarsi a ciò che ci anima. Lo sguardo di Mordecai Richler, incorniciato in copertina, era lì ad aspettarmi, come a dire "quando hai finito con le tue inutili seppur doverose faccende, io sono qui". 
   A noi due allora, Mordecai. Mi hai lasciata senza parole, sei stato in grado di catturare il mio interesse fino all'ultima riga dell'ultima pagina dell'ultimo capitolo, curiosa di giungere alla fine e, allo stesso tempo, già pentita di aver terminato la lettura in poco tempo. Ma come dovevo comportarmi con te? Mi hai fatto leggere a pranzo, nei minuti tra il contorno e il caffè, mi hai fatto sorridere a tavola come una mentecatta mentre raccontavi del primo appuntamento tra Barney e Miriam, mi hai lasciato senza fiato, in una sorta di estati letteraria. Per non parlare di Barney, quel mattacchione smemorato che all'inizio mi dava quasi sui nervi. Eh sì, perché non è facile stare dietro ai suoi ricordi: a settant'anni ormai la memoria gioca brutti scherzi, senza contare che a lui piace modificare un po' la realtà, o sbaglio? Tu dovresti saperlo bene: Barney non sei un po' anche tu, Mordecai? Non siete entrambi canadesi, ebrei, studenti scapestrati non ammessi alla Mc Gill University? Non sei stato anche tu a Parigi, come lui, per realizzare il tuo sogno di diventare uno scrittore (complimenti comunque, ci sei riuscito a pieno titolo)? E non hai lavorato anche tu per la tv? Non ami fumare i Montecristo e bere whisky? Non fraintendermi, so perfettamente che non è un'autobiografia, ma ammetterai che hai molte cose in comune con Barney, a parte il fatto che tu non sei un assassino (ammesso che lui lo sia).
Te lo vuoi sentir dire? Ok. Il tuo romanzo è sensazionale. Eccellente. Fenomenale.  Dallo stile alla struttura, dalla costruzione della storia a quella dei personaggi. Perfetto. Ora lasciami spiegare ai miei lettori (eh sì, qualcuno ce l'ho anch'io), perché lo è... 


lunedì 10 febbraio 2014

Isabel C. Alley, Il Fascino dell'Oscurità | Anteprima

    Buongiorno a tutti!

   Oggi vorrei segnalarvi una prossima uscita, "Il Fascino dell'Oscurità", di Isabel C. Alley. Si tratta del secondo libro della saga "I Diari di Isabel", del genere paranormal romanceDopo "Il Diario di Isabel" (del dicembre 2012), primo della serie, e "Come into my Wonderland", spin-off su uno dei personaggi (dell'aprile 2013), ecco il seguito, disponibile dal 12 febbraio
   Se volete farvi un'idea della saga, trovate il primo volume sia in versione cartacea che in e-book, mentre il secondo in e-book gratuito. In attesa di leggerlo e dirvi cosa ne penso, conosciamo insieme la trama e l'autrice...


Scheda libro

Titolo: Il Fascino dell’Oscurità (I Diari di Isabel #2)
Autore: Isabel C. Alley
Genere: Paranormal romance
Data di pubblicazione: 12 febbraio 2014
Pagine: 360 ca.
Prezzo ebook: € 2,99
Prezzo cartaceo: presto disponibile
Editore: Self Publishing


“Stephan è riuscito a plasmare ciò che sono ora: un'arma efficace al servizio dell’equilibrio tra la razza umana e quella vampirica. Quello che però lui mi ha insegnato, oltre ai modi migliori per rendere cenere il corpo di un non-morto, è come fare i conti con un cuore spezzato.”