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lunedì 28 ottobre 2013

Un muro di poesia

Un pezzetto di strada per un poeta,
Granada

   Un secchio ribaltato a mo' di sgabello, una macchina da scrivere, una strada. Ho scattato questa foto a Granada, lungo El Paseo de los Tristes, uno dei primi giorni. Quando ci sono passata accanto, il posto era vuoto, lasciato a sé stesso, ma un biglietto sul tavolino diceva "Poesías por 1 euro" - o qualcosa del genere -, e poco più avanti, un piccolo cesto raccoglieva foglietti ripiegati a custodire poesie. "Al ritorno ne prendo qualcuna", mi dissi entusiasta, continuando a passeggiare con il desiderio dell'attesa alimentato con consapevolezza.
   Questa città mi ha accolto così, con un invito alla poesia. Bastava solo prendere quel pezzettino di carta e sprigionarne una. Al ritorno, però, non c'era più traccia dello sgabello, della macchina da scrivere e dei foglietti, e io non ho mai saputo quali poesie vi fossero intrappolate. Perché non l'ho presa quando potevo? 
Ma la strada era ancora là, e con lei l'impronta poetica di quel passaggio e con me il desiderio di aprire quel foglietto: la poesia era rimasta. La poesia che non ho letto mi è rimasta comunque dentro. 


   La poesia è viva, la poesia cammina per le strade, la poesia è nelle strade.


"Cuando sapremo controllare l'egoismo,
scomparirà la violenza",
Granada
"Eco di voci negli alti
fiori tutte le ferite spiegate
qui tutti i coltelli fasciati
tutti gli imperi arrestati tutti i castelli
costruiti tutti i cuori integri",
Berlino
Poesia libera
Campofelice
"La poesia è uno sport estremo"


"Il poeta sei tu che leggi"

"Credo che la mia solitudine
debba avere ali"
"La farfalla non conta gli anni ma gli istanti:
per questo il suo breve tempo le basta" (Tagore),
Polignano