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venerdì 4 aprile 2014

Giovedì Rossettiani 2014 #2: Cristiano Cavina

Il secondo incontro d'autore dei Giovedì Rosettiani ha avuto come ospite Cristiano Cavina. Conosciamolo meglio...

   Nato nel 1974 a Casola Valsenio - paesino in provincia di Ravenna, ambientazione di quasi tutte le sue opere -, Cavina pubblica il suo primo romanzo, "Alla grande", nel 2003. Ottenuto sin da subito un sorprendente successo, continua a scrivere romanzi, che vengono tradotti anche in francese. Nel giro di pochi anni ha guadagnato prestigio ottenendo svariati riconoscimenti, tra i quali il Premio Fenice Europa nel 2006.

    Ecco i suoi romanzi, tutti pubblicati dalla casa editrice indipendente Marcos y Marcos.



Alla Grande
2003
Vincitore del Premio Tondelli (2006)


Nel paese di Tolintesàc
2005


Un'ultima stagione di esordienti
2006


I frutti dimenticati
2008


Scavare una buca
2010


Inutile Tentare Imprigionare Sogni 
2013

  Giovinezza, calcio, lettura, valori, ricordi: temi che accompagnano la scrittura di Cavina, da considerare come un'estensione della sua vita. Piuttosto curiosa  di leggere qualcuno dei suoi romanzi...


Per approfondimenti, vi segnalo la pagina dell'autore sul sito di Marcos y Marcos che trovate qui.

lunedì 31 marzo 2014

Storia di una ladra di libri: consigliato!

Locandina di "Storia di una
ladra di libri" 2013
Da qualche giorno nelle sale, "Storia di una ladra di libri" è il nuovo film di Brian Percival, tratto dal romanzo "The Book Thief" di Markus Zusak (tradotto in italiano col titolo "La bambina che salvava i libri").
    L'ambientazione storica (Germania, Seconda Guerra Mondiale) e i riferimenti letterari sono già due validi motivi per andarlo a vedere, ma non giustificano il piacere del guardarlo, dato dalla capacità di incastonare una storia triste ma incantevole in uno dei capitoli più tragici - e più rivisitati - dell'esistenza dell'uomo.

Trama
Un'originale e misteriosa voce fuori campo ci guida verso un treno in viaggio e verso la protagonista, Liesel. Rimasta sola, senza la sua famiglia, viene accolta dolcemente dal nuovo papà, Hans, e più duramente dalla nuova mamma, Rosa, presso cui si trasferisce.
   Inizialmente taciturna e riservata, a scuola viene presa in giro dai compagni perché non sa né leggere né scrivere, ma dimostra ben presto il suo carattere "audace". Ogni sera, stringe al petto un libro (raccolto da terra durante il funerale del fratellino), che Hans le insegnerà a leggere, dandole la chiave per accedere ai nuovi mondi creati dalla parola.
    Il nazismo, nel frattempo, semina le sue vittime, tra cui anche i libri considerati blasfemi, che vengono bruciati pubblicamente. L'arrivo di Max, un ebreo sfuggito alla deportazione, rende instabile l'equilibrio della famiglia, scaturendo i più densi sentimenti e mettendo in risalto un'umanità ormai scarseggiante.
     Vicino di casa e amico di Liesel è Rudy, che sin dall'arrivo di lei in via Paradiso (così si chiama la strada in cui abitano) le fa scoprire il senso dell'amicizia (e dell'amore), sfidandola a gare di corsa per scommettere un suo bacio.
    Passano gli anni, aumentano i bombardamenti, e con essi le tensioni, c'è chi parte per la guerra, chi torna e chi no. In tutto questo, Liesel si rifugia nelle parole, "prendendo in prestito" dei libri, quasi fossero il mezzo per raggiungere la salvezza, e imparando a creare la sua propria storia.