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venerdì 23 aprile 2021

"Finché il caffé è caldo": un libro per chi non ha pretese

Immaginate un bar in un paese del Giappone. Alla parete tre grandi orologi che segnano orari differenti. Senza condizionatore, eppure sempre fresco. Privo di finestre. Aperto notte e giorno, sette giorni su sette. In un locale del genere è facile perdere la cognizione del tempo. Immaginate una sedia e la possibilità di rivivere un determinato momento del passato (o anche del futuro), rispettando specifiche regole, con la consapevolezza che il presente comunque non cambierà.

Kawaguchi T., "Finché il caffé è caldo",
Garzanti, 2020.

"I pilastri robusti e le travi di legno sul soffitto erano di un bel marrone lucido, come i gusci delle castagne. Alle pareti c'erano i soliti tre grandi orologi. I muri erano di intonaco beige, con la patina lasciata da più di cent'anni: le parve tutto bellissimo. La luce soffusa che tingeva di seppia l'intero caffè, anche di giorno, toglieva il senso del tempo. L'atmosfera retrò del locale aveva un effetto confortante. In alto c'era una pala da soffitto, che ruotava lenta senza rumore."

Leggendo "Finché il caffè è caldo", la sensazione è proprio quella di perdersi in un tempo e in mondo lontani.

"Una cosa divertente che non farò mai più": il diario di bordo sul consumatore annoiato che inquina per rincorrere una egoistica promessa di piacere

Una promessa "diabolicamente seducente" quella di sette giorni dedicati assolutamente al niente in una crociera extralusso, dove non c'è altra scelta se non quella di divertirsi. 

Chi di voi è mai stato in crociera? È un genere di vacanza che prediligete? Io non ci sono ancora mai stata, avendola sempre considerata una vacanza da fare quando le forze prosciugate dai figli o dall'età avanzata non mi permetterebbero di fare molto altro se non dedicarmi alle otto portate di cibo al giorno - come ci dice Wallace -, alle luuuunghe dormite, al relax smisurato e a diversioni di ogni tipo.

In "Una cosa divertente che non farò mai più", l'inimitabile autore di "La scopa del sistema" e "Infinite Jest", fa un resoconto dettagliato della sua esperienza irripetibile (perché come suggerisce il titolo, non si ripeterà) a bordo della m.n. (motonave) Nadir

Wallace D.F., "Una cosa divertente che non farò mai più",
Minimum Fax, 1997.

Segnalazione: "La leggenda della Principessa della Montagna" di Paolo Menconi

"Una fiaba è oro" diceva Hans Andersen, lui che ha arricchito la letteratura per bambini con le sue storie sempreverdi. Rivolgersi ai bambini non è affatto semplice come potrebbe sembrare; bisogna riuscire a vedere il mondo con i loro occhi e trovare il linguaggio più adatto a coinvolgerli. Se sai parlare a un bambino, puoi comunicare anche con un adulto. Con piacere, quindi, vi segnalo la fiaba "La leggenda della Principessa della Montagna", in cui la musica ha un ruolo fondamentale.

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In un Medioevo fantastico, una fiaba appassionante con un Menestrello che affronterà difficili prove e tre enigmatici indovinelli, per liberare una Principessa da un terribile maleficio di una crudele Regina. Torneranno la gioia e la luce, dove regnavano la tristezza e il buio?

Una narrazione coinvolgente e piena di ritmo, con una bellissima e inattesa sorpresa finale, dove la generosità, l'amore e la musica combattono le oscure forze del Male.

Una bella storia, educativa e positiva che regala speranza; un libro adatto a tutti, ricco di buoni sentimenti e che fa riflettere grandi e bambini.


Intervista a Paolo Menconi - Da manager a scrittore per bambini e ragazzi!
Paolo Menconi, autore del libro La Leggenda della Principessa della Montagna ci parla di una fiaba con la Musica come protagonista, una storia emozionante e avvincente dove la forza travolgente della Musica combatte le forze oscure del Male.