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mercoledì 17 marzo 2021

In vetrina: "Contrappunto a quattro voci", la melodia narrativa di Annalisa Giuliani

Un "libricino", come lo definisce l'autrice, di un centinaio di pagine: "Contrappunto a quattro voci" è un romanzo delicato, nonostante affronti tematiche forti come la violenza sulle donne e la crisi adolescenziale, tra le altre.

Le voci di quattro protagonisti si alternano, intrecciandosi come i fili di un ricamo all'uncinetto (altra passione della scrittrice). Viola, Ester, Edoardo ed Emiliano sembrano avere poco a che fare l'uno con l'altro, e invece la vita di ognuno si lega profondamente a quella degli altri. L'arte musicale del "contrappunto" consiste esattamente nel "combinare in una data melodia una o più melodie, più o meno autonome"  e la trasposizione narrativa di tale tendenza è emblematica: la polifonia di voci confluisce in un'unica armonia

lunedì 15 marzo 2021

Simenon, "Tre camere a Manhattan": l'incontro di due anime vagabonde al confine della solitudine

Passaggi di una relazione amorosa condensati in pochi giorni. Tre camere a segnare le fasi di una storia. Due solitudini trascinate lungo le strade di Manhattan e un incontro che dà il via a un cammino senza meta tra le labirintiche strade deserte della New York di notte. E ancora una "sveviana" ultima sigaretta, una canzone che suona a ripetizione, una mano appoggiata al braccio, e una luce rimasta accesa. Una assenza che diventa rinascita, una partenza che è un arrivo.

Simenon G., "Tre camere a Manhattan",
Adelphi, 1946.

Quella di François Combe e Kay è una storia che pretende la loro evoluzione: denudarsi uno di fronte all'altro richiede la sincronia di far combaciare l'inaspettato "qui e ora" con l'immutabile passato.

"Tre camere a Manhattan" è un libro brutale e sentimentale - perché brutale talvolta sono i sentimenti più puri -, che scende negli abissi dell'animo umano alla ricerca di quel barlume di speranza, fiducia e amore che ogni individuo conserva nel profondo, nonostante la spazzatura che si accumula con lo scorrere inesorabile del tempo. Per quanto l'uomo si ritrovi solo, talvolta sconfitto, e per quanto possa essere in grado di continuare a sopravvivere e condividere col proprio fallimento e con la propria delusione, la ricerca di un altro a cui aggrapparsi prosegue anche nell'apparente stasi.