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mercoledì 31 marzo 2021

In vetrina: "Mu", il gioco poetico di Nunzio Di Sarno

 "Mu". Un titolo enigmatico. Una sillaba, decisa, stagliata in copertina, ma quasi timidamente in disparte, a dare spazio al vortice centrale: una vaga impronta d'inchiostro. Il libro di Nunzio Di Sarno, pubblicato nel 2020, è una raccolta di poesie divisa in quattro sezioni, le quali descrivono la vita nelle sue sfumature più dolorose e critiche, con spiragli di leggerezza e aria primaverile.


Le prime parole che troviamo ad aprire la raccolta di Nunzio Di Sarno sono quelle di un koan zen:

Un monaco chiese a Joshu: “Un cane ha la natura di Buddha?”

Joshu rispose: “Mu”

Mu mantiene in sé gli opposti e spinge a trascenderli in uno slancio che scatta lontano dalla logica e dalla premeditazione.

E quando pensi di averlo afferrato è proprio lì che ti scappa. Ci si può solo muovere insieme.

La voce poetica è polemica, a tratti criptica, a seconda dell'intenzione da cui è originata: farsi capire o confondere; attaccare o ripararsi; svelare o coprire. La poesia di Nunzio Di Sarno è bianca e nera come la copertina: una manciata di versi intrecciati tra loro. Di fatto, le quattro sezioni, per quanto stilisticamente differenti le une dalle altre, fanno parte di un fitto reticolo di immagini e idee che costruiscono il significato globale del testo.