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sabato 4 maggio 2013

Valentina Fitti, La zanzara

Il romanzo d'esordio di Valentina Fitti: 
la scrittura come espiazione

"Una zanzara sprovveduta e muta mi sta succhiando il sangue. Me ne sono accorta. L'ho vista, al secondo tentativo, perché la prima volta non basta"
  Scivola la lettura. Le parole t'ingannano. Gli occhi scorrono. Ma la mente non le sta dietro. 
 Scontata (forse) la mia metafora, ma rende l'idea: il libro è stato impersonificato dall'immagine che evoca: come una zanzara, ti punge senza che tu te ne accorga. Eppure, dopo qualche istante, inizia a pizzicare. Sempre più insistentemente.