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giovedì 15 ottobre 2020

"Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio": storia di un matto che tanto matto poi non era

Sorprendente. La capacità dell'autore Remo Rapino di dare voce al cocciamatte Bonfiglio Liborio e, dall'alto della sua formazione da docente di filosofia, calarsi nel linguaggio strauss di un uomo emarginato, come se avesse indossato davvero il cappotto a "scrima di pesce" del personaggio e si sia aggirato per le strade del suo paese con le pietre in tasca. Sorprendente. La possibilità di vedere la vita a 360 gradi in un uomo preso per i fondelli un po' da tutti e sentire il valore della sua esistenza trascurata e la compassione che ci muove ad abbracciare il suo corpo sgarrupato. Un libro sorprendente, che fa ridere e fa commuovere: potente.

Rapino R., "Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio",
Minimum Fax, 2019.

Vincitore del Premio Campiello 2020, "Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio" è la narrazione di un uomo che racconta in prima persona il suo trascorso, dalla nascita alla morte e oltre, come stesse dialogando con il lettore. Si ha l'impressione di ascoltare la sua storia, più che di leggerla, tanto è autentico quel linguaggio infarcito di termini abruzzesi e libero da rigide strutture sintattiche.