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lunedì 18 gennaio 2021

Sally Rooney, "Persone normali": la normalità di sentirsi diversi

Connell e Marianne si evitano, ma si piacciono. Oppure si piacciono, perciò si evitano.  Il loro incontrarsi è naturale, naturale come le loro incomprensioni. La relazione tra amicizia e amore, incontri e scontri, è assolutamente normale, eppure normali non si sentono affatto. Marianne, sofisticata, intelligente, orgogliosa e solitaria; Connell timido, simpatico, insicuro: diversi, ma davvero se stessi solo l'uno con l'altra. 

Rooney S., "Persone normali",
Einaudi, 2018.

Sally Rooney ha brillantemente descritto la normalità del sentirsi diversi nel romanzo "Persone normali", attraverso le storie dei due protagonisti, Connell e Marianne. Frequentano l'ultimo anno della scuola superiore quando iniziano a frequentarsi, senza uscire, però, allo scoperto, per non non intaccare gli equilibri sociali che regolano i rapporti tra gli adolescenti.

"Non so cos'ho che non va" si chiede Marianne in un passaggio centrale del testo, e continua: "Non so perché non riesco a essere come le persone normali." Lei si chiede il motivo per cui non riesca a farsi amare, sentendosi affettivamente trascurata dalla sua famiglia, composta dalla madre e dal fratello Alan, ed emarginata a scuola, nonostante sia riuscita a fare dell'emarginazione un tratto distintivo della sua marcata intelligenza.

Crescendo, i due scelgono lo stesso college, nonostante l'allontanamento temporaneo. Ora è lei la ragazza popolare, mentre lui fa fatica ad ambientarsi e condivide con Marianne quel forte desiderio di non sentirsi diverso. "Era stato così anche lui, se non peggio. Voleva solo essere normale, nascondere quei lati di sé che trovava vergognosi o ambigui. Era stata Marianne a mostrargli che altre cose erano possibili."

Crescendo, i due imparano a capire che non c'è nulla di così sbagliato nel sentirsi diversi dagli altri, anzi, è proprio questa diversità ad accomunare le persone. Le assenze tra loro vengono sempre colmate come se il tempo che li vede distanti si rimpicciolisse fino a sparire del tutto. Così accade con le persone con cui cui si creano quei legami inspiegabili, che vanno oltre i rituali sociali. Chi non si è mai sentito escluso come Marianne o perso come Connell, anche solo una volta nella vita?

Al di là della storia che avanza incuriosendo e invitando il lettore a procedere avidamente, il testo è di una scrittura genuina, dallo stile ritmico e armonico, puntuale e incalzante. Le 231 pagine si leggono d'un fiato. Bisogna rallentare volutamente per protrarre il piacere della lettura. Un libro consigliatissimo, di cui attendo di vedere la serie televisiva corrispondente prodotta dalla Bbc. 

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