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martedì 25 agosto 2020

"Cambiare l'acqua ai fiori": l'ineguagliabile delicatezza con cui si tocca il tema della morte

    Si entra in questo libro in silenzio e a passi lenti. Parole delicate, frasi essenziali, dettagli qua e là. Sembra un libro che si legge solo per il piacere di inalare la delicatezza delle sue parole. Come se nulla dovesse accadere. Poi la storia si apre. Qualcosa accade. Il ritmo rimane cadenzato, ma tutto accelera. 

   "Cambiare l'acqua ai fiori" è il romanzo di Valérie Perrin, vincitore nel 2018 del Prix Maison de la Presse: un romanzo che incanta. Ambientato in Borgogna, ha come protagonista una donna di nome Violette Toussaint, la guardiana del cimitero di Brancion-en-Chalon. Il cognome, da cui pian piano si libererà, è quello del marito Philippe e significa "tutti Santi" dal francese, come se il loro destino avesse già lasciato il suo marchio.

Perrin V., "Cambiare l'acqua ai fiori",
Edizioni e/o, 2018.


    Sin dalla prima pagina si descrive il luogo silenzioso, i cui abitanti sono senza pretese, bisogni o capricci; il luogo dove il tempo si sospende, distaccandosi dallo spazio. 
Violette si occupa dei suoi "vicini", come li definisce lei, assicurandosi che le lapidi siano sempre pulite e i fiori innaffiati. Le sue accortezze vanno oltre il senso del dovere: c'è un amore pacato in ogni gesto di grazia e in ogni cortesia nei confronti degli altri, che solo il suo tracorso può spiegare. Violette è una donna sorridente e affabile agli occhi di alcuni, ambigua e misteriosa agli occhi degli altri: pienamente consapevole di apparire in modi differenti, sembra non curarsi della sua immagine, come se avesse smesso da tempo di preoccuparsi della superficialità delle impressioni. 

     Sposatasi molto giovane e sentitasi spesso in difetto di fronte ai suoceri schivi nei suoi confronti, senza una famiglia alle spalle, Violette ha costruito le sue basi da sola, mattone dopo mattone. Aiutata dalla determinazione nel voler imparare a leggere bene, si è affidata a "Le regole della casa del sidro" di John Irving (che corro a comprare!), lavorando dapprima nella stazione ferroviaria di Malgrange-sur-Nancy, dove apriva e chiudeva le sbarre di sicurezza, poi nel cimitero della piccola cittadina, con l'impercettibile compagnia del marito, uomo superficiale, poco presente, circondato da amanti temporanee, che un giorno andò a fare un giro, come suo solito, senza più tornare. La ritmica quotidianità si spezza e nella solitudine e nella pace del luogo di riposo, un fragile equilibrio viene ricomposto. 

    Il cimitero, oltre a luogo di riposo e di cura per l'animo umano, è anche luogo di passaggio: sosta di visitatori a cui Violette porge un sorriso. La visita inaspettata di un commisario di polizia produce un effetto domino sui legami tra le persone: sentimenti del passato e del presente, dei vivi e dei morti, si accendono sfiorandosi tra loro e tutto ciò che Violette nasconde nel suo intimo emerge in superficie. La presenza irruenta della morte si fa una costante pacifica, a cui la donna dedica attenzioni con piccoli gesti, come il cambiare l'acqua ai fiori, il ridare vita alle piccole cose. Il segreto di un nuovo equilibrio è nascosto tutto in quella metafora. 

   Numerosi sono i personaggi chiamati in causa, ognuno con i suoi segreti e le sue debolezze, ma in ogni relazione domina l'amore, irruento, incontrollabile, malinconico, contrastato. L'amore accomuna tutti i persomaggi, rendendoli umani e conferendone una caratterizzazione impeccabile: ognuno ha le sue luci e le sue ombre, tanto da rivelarsi spesso diversi da come potevano sembrare.

   "Cambiare l'acqua ai fiori" è un romanzo come pochi, di quelli che ti lasciano qualcosa. Composto da brevi capitoli, corredati da una frase simbolica iniziale, a tratti drammatico, a tratti giallo, il suo punto di forza è nella omogenea varietà: diverse storie si intrecciano, ma ogni ingrediente è amalgamato ottenendo un impasto letterario squisito. Nella storia in prima persona, confluisce l'occhio distaccato della terza persona, la soggettività di un vecchio diario; alla storia d'amore si intreccia un dramma lacerante e un mistero da risolvere. Un libro adatto a tutti che riflette sulla morte e sulla vita, senza mai essere straziante. 

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