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venerdì 7 febbraio 2020

Tayari Jones, "Un matrimonio americano"

Una potenza implosa

   "Un romanzo magnificamente scritto" a detta del New York Times Book Review, definito "brillante e straziante" da USA Today, nonché "potente" dal Washington Post - per citare solo alcune delle recensioni positive che hanno imperlato il libro "Un matrimonio americano". Premesse assolutamente invitanti, a cui vanno aggiunti i riconoscimenti ottenuti, quali il premio Women's Prize for Fiction e il NAACP Image Award, dedicato alle persone di colore che si sono distinte nel mondo dell'arte.

T. Jones, "Un matrimonio americano",
Neri Pozza Editore, 2018


     L'autrice statunitense ha intessuto un racconto incentrato sul tema del matrimonio, scandagliando da un lato i diritti e doveri legati all'atto civile, dall'altro la naturalezza e l'incontrollabilità dei sentimenti, incastrando nella storia i punti di vista dei principali personaggi. 

   Roy e Celestial sono due giovani trentenni, sposati da poco più di un anno, che progettano la loro vita insieme. Nonostante le loro differenze e scaramucce quotidiane, come quelle che riguardano qualsiasi coppia, i novelli sposi sono passionali e speranzosi. Creativa lei, ambizioso lui, vivono ad Atlanta, in Georgia, ma si trovano in visita dai genitori di lui, a Eloe, in Louisiana, quando la loro relazione viene messa duramente alla prova. Sarà il colore della pelle a compromettere il futuro di Roy o solo una sfortunata casualità, fatto sta che i loro sogni subiscono una brusca frenata.

      Un'accusa pesante viene scagliata contro Roy, ma coinvolge direttamente anche gli altri personaggi del racconto, come i genitori di entrambi e Andre, l'amico d'infanzia di Celestial che le ha fatto conoscere l'attuale marito. Il tema del matrimonio si amplia, così, attraverso il riflesso e l'esempio genitoriale, assestandosi sul divario tra amore e dovere civile. La famiglia sarà in grado di superare l'ingiustizia subita e i due coniugi sono davvero legati come pensano di essere? Celestial, donna forte e determinata, che sfida e si ribella alle convenzioni, appare sempre più passiva e inerme di fronte all'evolversi dei fatti. 

   Inizialmente, la lettura procede avida, rimbalzando tra le visioni soggettive dei personaggi, in un'alternanza accattivante di punti di vista che srotola i fatti ammaliando il lettore. L'incantesimo, però, si rompe, quando il gioco di prospettive si rivela insufficiente a tenere alto l'interesse, in un racconto che procede monocorde. Lo stile è piatto e l'evoluzione dei fatti tra il prevedibile e il superficiale, nonostante i numerosi spunti che potevano essere approfonditi, quali il tema dell'aborto, del razzismo, della colpa, del pregiudizio, della violenza sulle donne, dell'amicizia e del tradimento, che fanno di "Un matrimonio americano" un libro potenzialmente ricco, la cui potenza implode distuggendo le aspettative. Le 359 pagine diventano eccessive quando ci si sofferma sulla descrizione di dettagli o dialoghi irrilevanti, alla luce del fatto che il vero fulcro della storia meritava maggiore attenzione. Lo stesso finale, piuttosto scontato, viene consumato velocemente. 

    Non è un libro che consiglierei, perché non è un libro che resta. Rimane una storia raccontata, ma non sviluppata; una potenziale esplosione di fuochi d'artificio che si rivela solo miccia.

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