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venerdì 25 gennaio 2019

Monika M., Aquila, le vette dello Spirito

    Torno ad affacciarmi sul blog, dopo mesi di vita frenetica. Finalmente un po' di riposo. Si respira. Nonostante gli ultimi impegni personali, il libro sul comodino non è mai mancato, tra pause di astinenza letteraria più o meno breve. Al momento, sto leggendo "I fratelli Karamazov", uno dei capolavori firmati Fëdor Dostoevskij. 
   Oggi, però, non sono qui a condividere le mie ultime letture, bensì a segnalarvi un romanzo ambientato in parte nella mia splendida regione: l'Abruzzo. Il romanzo intitolato "Aquila, le vette dello Spirito" è un thriller storico che fonde le vicissitudini del passato con fatti più recenti, tornando a dare luce alla città de L'Aquila e alla suggestiva Basilica di Collemaggio. Quale ruolo avrà all'interno del romanzo?
Basilica di Collemaggio, L'Aquila
    Per maggiori dettagli, troverete di seguito, oltre alla breve descrizione del libro, l'incipit e qualche informazione dell'autrice. Buona lettura!




Titolo:"Aquila, le vette dello Spirito" 
Autrice: Monika M.
Genere: thriller storico
Pagine: 246 
Prezzo€ 10,00 (cartaceo) 
€ 2,99 (e-book) 


Partendo da fonti storiche originali, Monika M, costruisce un thriller storico avvincente!I Templari nascosero, in varie città europee, parte del tesoro riportato dalla Terra Santa, L'Aquila sarebbe una di queste. La narrazione prende il via alla morte del Papa Angelico, Celestino V, protagonisti un manipoli di uomini fedeli al Santo che lotteranno per impedire al successore, Bonifacio VIII, di infangare e cancellare la memoria dell'eremita della Majella. Malachia, giovane professo, redigerà in segreto un tomo che l'oscura epoca rievoca. Unicamente dopo il terremoto del 2009 il manoscritto verrà ritrovato, nella Basilica di Collemaggio, da Bramante. Quali misteri cela da sempre la città di L'Aquila? Questo l'enigma. 



- INCIPIT -
Giunti che fummo in vetta l’anima mia sprofondò in quella solitudine incontaminata che ai miei più intimi pensieri mi ricondusse. Varcai l’ingresso del Santo eremo come forse avrei fatto con la porta stessa dell’inferno. Chinai il capo cercando di celare i miei fanciulleschi peccati sotto il cappuccio di scura lana. Lo stretto cunicolo, scavato nella nuda roccia, che immetteva alle celle a noi destinate, incombeva su di una coscienza  spaventata dal castigo divino che in quel luogo faticavo ad ignorare. La mia andatura stanca era rivelata ad ogni passo che ormai strusciava al suolo ed ero grato a quel cadenzato rintocco di suole che, al pari del batter stesso del mio cuore, mi rivelava  la vita non mi stesse abbandonando. La silente figura del maestro, che mi precedeva, rivelava la sua presenza unicamente per il respiro fattosi affannato a causa dell’impervia via che ivi ci aveva condotti. Percepii la mia inutilità di professo: nulla potevo fare per alleggerire le sofferenze che sapevo esser approdate su quel venerabile uomo alla consegna di una segreta missiva che,  all’Abbazia  Santa Maria di Pietro  Benedettino, gli venne recapitata in gran segreto. Nulla mi era stato rivelato, nessuna spiegazione concessa. Sapevo unicamente che il monastero, a cui appartenevo, non intendeva concedere al mio maestro di interrompere il mio postulato, poiché sotto la sua guida era iniziato. Avvenne così che l’indomani mattina mi ritrovai in groppa ad un mulo che il suo seguiva.








- L'autrice? Monika M. -

Appassionata di arte e storia, viaggiatrice cronica e sognatrice irrecuperabile. Scrivo quando non leggo, booklover a tempo pieno. Osservo molto, ma le mie storie nascono sempre da curiosità storiche. Il mio più grande pregio? L'ironia. 
Autrice dei romanzi  Margot,  Fregiate virtù ed inconfessati vizi  e Come un'isola.




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