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giovedì 15 aprile 2021

"Il grande me": un romanzo sulla fragile potenza del papà, dio caduco

Papà, una delle prime parole che si pronuncia da piccoli e che ci illudiamo di poter ripetere in eterno. Già, perché i padri non muoiono, sono le nostre guide, in nostri eroi. Poi arriva la vecchiaia e se li prende. O peggio, il cancro.

Cancro al pancreas, per l'esattezza. Quello che ti trasforma e ti divora in pochi mesi. Ne "Il grande me", Carla racconta gli ultimi giorni di vita di suo padre, riportando alla memoria aneddoti del passato, a descrivere una personalità forte, anticonformista, creativa e sensibile.

Giurickovic Dato A., "Il grande me",
Fazi Editore, 2020.

Il bambino che contraddiceva il professore di filosofia dando una prova ontologica dell'inesistenza di Dio, il musicista che suonava e cantava infondendo la sua passione ai tre figli, il senatore che sognava una politica scevra di ogni forma di corruzione, ora è un uomo in un corpo sfinito, sporco, spento, che si trascina avanti e indietro sul treno per raggiungere l'ospedale, ma che ancora trova la forza di ribellarsi e rovescia decine di bottiglie di Coca-Coca nello scarico, come ennesimo gesto rivoluzionario. Come a dire "io non ci sto". Ma come ribellarsi alla morte?

mercoledì 14 aprile 2021

Non tutte vogliono essere madri. "La figlia unica": un romanzo semplice sulla complessità sociale

Di quanto la donna possa sentirsi pressata dalle convenzioni sociali e tacitamente o inconsciamente obbligata a sottostare a determinati ruoli, saldi e sacri, è stato argomento di dibattiti moderni e fulcro cruciale di romanzi. In letteratura, il ruolo della donna come madre, moglie, figlia, amante, rivoluzionaria, è stato ampiamente sviscerato, ma c'è sempre qualcosa da aggiungere e "La figlia unica" ne è un esempio.

Nettel G., "La figlia unica",
La nuova frontiera, 2020.

Trent'anni sono una meta cruciale nel percorso di una donna. A trent'anni si fanno bilanci e considerazioni. L'orologio biologico inizia a far sentire il suo peso; quando non lui direttamente, ci si mettono di mezzo genitori, familiari o timori inculcati. A trent'anni dovresti essere sposata, o stare per farlo, o almeno in una relazione stabile; a trent'anni dovresti avere almeno un figlio o avere il desiderio di diventare madre. Dovresti. Oppure no?

martedì 13 aprile 2021

"Borgo Sud": il ritorno alla semplicità dei sentimenti nella "periferia di cemento armato"

Una scrittura pungente quella di Donatella Di Pierantonio, che scolpì la sua Arminuta con colpi degni di un michelangelo della narrativa, una Arminuta che ritorna anche nel mondo reale con il suo proseguo in "Borgo Sud". Tra i candidati al Premio Strega, il romanzo proietta quella adolescente in bilico tra due famiglie nella vita ormai adulta, dove il legame con la sorella Adriana, per quanto altalenante, è indissolubile, come se nessuna infanzia fosse stata rubata al loro tempo condiviso.


Di Pietrantonio D., "Borgo Sud",
Einaudi, 2020.

"Borgo Sud" è il romanzo in cui l'Arminuta "è diventata grande", romanzo che intesse inevitabilmente un legame col suo predecessore, ma da cui prende anche le distanze: un libro indipendente, in cui rimangono poche tracce del passato. La vita "sdoppiata" della protagonista è ormai incanalata in una identità familiare ben precisa, in cui padroneggia l'universo femminile, rappresentato dalla madre e dalla sorella.

"Due vite": i ritratti di Emanuele Trevi in equilibrio tra carne e mente

"Perché noi viviamo due vite, entrambe destinate a finire: la prima è la vita fisica, fatta di sangue e respiro, la seconda è quella che si svolge nella mente di chi ci ha voluto bene."

Trevi E., "Due vite",
Neri Pozza, 2020.

E nella mente di Emanuele Trevi, rivivono Rocco Carbone e Pia Pera, amici scrittori di cui l'autore ripercorre esperienze condivise e solitudini incolmabili. Infelice il primo, timida l'altra, entrambi erano consci delle loro debolezze e non per questo meno forti o determinati. Evoluzione artistica, pubblicazioni, delusioni e soddisfazioni: "Due vite" è un racconto intimo che svela tormenti e carezze dell'animo umano.

Inizia così.
Era una di qulle persone destinate ad assomigliare, sempre di più con l'andare del tempo, al proprio nome. Fenomeno inspiegabile, ma non così raro. Rocco Carbone suona, in effetti, come una perizia geologica. E molti lati del suo carattere per niente facile suggerivano un'stinazione, una rigidità da regno minerale. A patto di ricordare, con i vecchi alchimisti, che non esiste in natura nulla di più psichico delle pietre e dei metalli.

"Il silenzio": la nuova paralisi presagita da Don DeLillo

Un libro che mi è passato tra le mani giusto il tempo necessario per un taglio e piega dal parrucchiere, ma che mi ha assorbito completamente, forse aiutata dal ronzio calmante e incessante del phon.
La nostra società del rumore non si è smentita neanche durante la mia lettura de "Il silenzio".

DeLillo D., "Il silenzio",
Einaudi, 2021.

L'ultimo libro del magistrale Don DeLillo sferra un colpo di lancia centrando il bersaglio della nostra debolezza: che faremmo senza la tecnologia? Così assuefatti e dipendenti da schermi, ripetutamente sottoposti al bombardamento di numeri e scritte digitali, tanto da non coglierne neanche più il significato, saremmo in grado di sopravvivere senza cellulari, televisori, computer?

mercoledì 31 marzo 2021

In vetrina: "Mu", il gioco poetico di Nunzio Di Sarno

 "Mu". Un titolo enigmatico. Una sillaba, decisa, stagliata in copertina, ma quasi timidamente in disparte, a dare spazio al vortice centrale: una vaga impronta d'inchiostro. Il libro di Nunzio Di Sarno, pubblicato nel 2020, è una raccolta di poesie divisa in quattro sezioni, le quali descrivono la vita nelle sue sfumature più dolorose e critiche, con spiragli di leggerezza e aria primaverile.


Le prime parole che troviamo ad aprire la raccolta di Nunzio Di Sarno sono quelle di un koan zen:

Un monaco chiese a Joshu: “Un cane ha la natura di Buddha?”

Joshu rispose: “Mu”

Mu mantiene in sé gli opposti e spinge a trascenderli in uno slancio che scatta lontano dalla logica e dalla premeditazione.

E quando pensi di averlo afferrato è proprio lì che ti scappa. Ci si può solo muovere insieme.

La voce poetica è polemica, a tratti criptica, a seconda dell'intenzione da cui è originata: farsi capire o confondere; attaccare o ripararsi; svelare o coprire. La poesia di Nunzio Di Sarno è bianca e nera come la copertina: una manciata di versi intrecciati tra loro. Di fatto, le quattro sezioni, per quanto stilisticamente differenti le une dalle altre, fanno parte di un fitto reticolo di immagini e idee che costruiscono il significato globale del testo. 

venerdì 26 marzo 2021

In vetrina: "L'amore coniugato", il primo romanzo di Annalisa Giuliani

Un battesimo a dare inizio al Preludio. "Artemisia è il mio nome" è il titolo del primo capitolo, in cui la protagonista si presenta. Il nome del fiore, il nome che segna il legame con la madre, il nome frutto dell'amore del papà. Un nome che è un filo. Continuità e nuovo inizio.

"L'amore coniugato" è il primo libro pubblicato da Annalisa Giuliani: un romanzo di 99 pagine, diviso in atti. Ogni capitolo si apre con una citazione letteraria o musicale, in lingua originale, e racchiude un concentrato di immagini. Uno spaccato su uno dei personaggi, apparentemente distanti gli uni dagli altri, a descrivere un determinato tempo e un determinato episodio. 


Senza nome si esiste solo a metà. Si occupa uno spazio dove il tempo scorre indifferente. Come non essere al mondo, si è nessuno. Per dieci giorni fu niente, inconsistenza. Evanescente come l'acqua che evapora dalla terra.

Poi la pioggia non cadde più. Si conficcò nella carne, nelle ossa, dove restò per sempre. E lei ebbe un nome: Artemisia. [...] Artemisia, la pianta che cresceva anarchica nel giardino della madre e di cui lei aveva cura.

giovedì 25 marzo 2021

In vetrina: "Il Giardino sulla Spiaggia", la concreta introspezione di Gabriele Levantini

"Il Giardino sulla Spiaggia" è un libro, un blog, un progetto. Ancor prima, un'idea. "Il Giardino sulla Spiaggia" è il sogno di Gabriele Levantini, un sognatore concreto, classe 1985, che ha affiancato alla creatività letteraria gli studi scientifici. Come confessa lo stesso autore, alla base delle due passioni apparentemente discordanti vi è un'unica origine: la curiosità. Tale spinta lo ha condotto fino alla pubblicazione del suo primo libro: una raccolta di racconti selezionati.

Prima di essere un testo stampato, "Il Giardino sulla Spiaggia" è un sito (che vi invito a esplorare cliccando qui) in cui Gabriele Levantini condivide i suoi brevi spiragli sul mondo: racconti che sono fotografie verosimili della realtà, ognuna scattata da una prospettiva differente, in modo da rendere la varietà e la complessità - nonché la vera bellezza - dell'esistenza. 


A chiarire il significato del titolo, è sempre lo stesso autore, il quale, nell'introduzione, sottolinea la simbologia dei due luoghi: quello circoscritto e intimo del giardino, messo a disposizione degli altri, e quindi situato sulla "spiaggia", luogo aperto e dirimpetto all'infinito.

martedì 23 marzo 2021

Rupi Kaur e la poesia contemporanea


Li chiamano Instapoet, mi hanno detto. I poeti all'era dei social, dall'economia di parole e rinuncia ai segni di punteggiatura. Immediatezza e un colpo d'occhio sufficiente per completare la lettura. Per quanto spesso criticati, c'è da dire che la capacità di sintesi e quella di comunicare un messaggio che raggiunga un gran numero di persone non è cosa da poco.

Rupi Kaur è la poetessa emblema di questa nuova tendenza, affermatasi sul panorama letterario mondiale vendendo milioni di copie della sua prima raccolta, intitolata "milk and honey", inizialmente autopubblicata. Rupi Kaur, giovane canadese di origine indiana, ha finora pubblicato tre libri, ottenendo un successo mondiale. Vale la pena di conoscere i suoi testi per farsene un'idea personale.

lunedì 22 marzo 2021

In vetrina: "Paradisi senza luce", pensieri oscuri di un adolescente (poco?) comune

Mario Rossi, uno dei nomi italiani più comuni, è il protagonista del racconto "Paradisi senza Luce", di Dario Ghiglino. Di comune, però, Mario Rossi non ha nulla. 

Autore: Damiano Dario Ghiglino
Titolo: Paradisi senza luce
Costo: € 8,50
Pagine: 71

"Paradisi senza luce" , pubblicato nel 2018, è un romanzo breve, il cui titolo rimanda al mondo interiore del protagonista, un adolescente ossessionato dall'idea della morte. Nonostante trascini la sua vita con apatia, Mario non vuole morire, ma sente che la fine è vicina. Attende ciò che verrà dopo con rassegnazione, immaginando un paradiso atipico: nessun aldilà idilliaco, nessuna luce accecante, al contrario, una visione che scardina i luoghi comuni.  

Senza luce è anche la sua esistenza: una vita trascorsa nell'ombra, ai margini di una società con la quale non ha intenzione di interagire, percependo invalicabile il divario tra se stesso e gli altri. Profondo è il distacco con gli adulti in particolare, a partire dalla madre. Negli episodi in cui è citata, appare come una donna debole e sofferente, che spesso piange dopo taluni atteggiamenti del figlio, verso cui predomina un rapporto di incomunicabilità e incomprensione.

mercoledì 17 marzo 2021

In vetrina: "Contrappunto a quattro voci", la melodia narrativa di Annalisa Giuliani

Un "libricino", come lo definisce l'autrice, di un centinaio di pagine: "Contrappunto a quattro voci" è un romanzo delicato, nonostante affronti tematiche forti come la violenza sulle donne e la crisi adolescenziale, tra le altre.

Le voci di quattro protagonisti si alternano, intrecciandosi come i fili di un ricamo all'uncinetto (altra passione della scrittrice). Viola, Ester, Edoardo ed Emiliano sembrano avere poco a che fare l'uno con l'altro, e invece la vita di ognuno si lega profondamente a quella degli altri. L'arte musicale del "contrappunto" consiste esattamente nel "combinare in una data melodia una o più melodie, più o meno autonome"  e la trasposizione narrativa di tale tendenza è emblematica: la polifonia di voci confluisce in un'unica armonia

lunedì 15 marzo 2021

Simenon, "Tre camere a Manhattan": l'incontro di due anime vagabonde al confine della solitudine

Passaggi di una relazione amorosa condensati in pochi giorni. Tre camere a segnare le fasi di una storia. Due solitudini trascinate lungo le strade di Manhattan e un incontro che dà il via a un cammino senza meta tra le labirintiche strade deserte della New York di notte. E ancora una "sveviana" ultima sigaretta, una canzone che suona a ripetizione, una mano appoggiata al braccio, e una luce rimasta accesa. Una assenza che diventa rinascita, una partenza che è un arrivo.

Simenon G., "Tre camere a Manhattan",
Adelphi, 1946.

Quella di François Combe e Kay è una storia che pretende la loro evoluzione: denudarsi uno di fronte all'altro richiede la sincronia di far combaciare l'inaspettato "qui e ora" con l'immutabile passato.

"Tre camere a Manhattan" è un libro brutale e sentimentale - perché brutale talvolta sono i sentimenti più puri -, che scende negli abissi dell'animo umano alla ricerca di quel barlume di speranza, fiducia e amore che ogni individuo conserva nel profondo, nonostante la spazzatura che si accumula con lo scorrere inesorabile del tempo. Per quanto l'uomo si ritrovi solo, talvolta sconfitto, e per quanto possa essere in grado di continuare a sopravvivere e condividere col proprio fallimento e con la propria delusione, la ricerca di un altro a cui aggrapparsi prosegue anche nell'apparente stasi. 

sabato 13 marzo 2021

In vetrina: "Il vento non si arrende" di Elisa Bedoni

Volare è stata da sempre una delle più grandi ambizioni dell'uomo: staccare i piedi da terra e inebriarsi nell'aria dà un appagante senso di onnipotenza e di libertà. Non tutti, però, sono in grado di rischiare. La paura di cadere, di perdere il controllo, di non tornare indietro frenano le persone più concrete o insicure. Metaforicamente, lanciarsi nel vuoto di un percorso ignoto richiede intraprendenza e la giusta dose di pazzia per poter oltrepassare la propria "comfort zone"

Bedoni E., "Il vento non si arrende",
Biplane Edizioni, 2020.

giovedì 11 marzo 2021

Segnalazione: "Il Giardino sulla Spiaggia: Racconti da un lontano viaggio interiore"

Scheda libro

Titolo: Il Giardino sulla Spiaggia: Racconti da un lontano viaggio interiore 

Autore: Gabriele Levantini 

Codice ISBN: 978-1730930669 

Editore: Amazon Publishing 

Formato: Copertina flessibile, 15,24x26,86 cm, 90 pagine, 191 g 

Altre info: Prefazione del Prof. Giuseppe Paoli 


Sinossi

"Il Giardino sulla Spiaggia" è una raccolta di racconti brevi indipendenti tra loro ma uniti dal filo conduttore delle emozioni umane e della ricerca interiore. Si tratta di vicende di fantasia, anche se talvolta narrate in prima persona ed apparentemente autobiografiche, ma che attingono da situazioni emotive che più o meno tutti hanno sperimentato nel corso della vita.

L’opera è intesa come un viaggio interiore attraverso stati di coscienza diversi, rappresentati dalle vicende narrate che ne costituiscono iperboli. Prima di addentrarsi nel primo racconto, il lettore incontra una breve riflessione intitolata "Il Porto delle Nebbie", che lo introduce nella cupa atmosfera onirica della prima parte del libro.

Piano piano, i racconti si fanno più luminosi e la nebbia si dissolve lasciando spazio a una lucidità di pensiero che cresce di pari passo alla conoscenza di sé. Gli ultimi brani sono indirizzati più alla ricerca filosofica del senso della vita piuttosto che all’indagine sulle proprie emozioni.

A questo punto, un’altra breve riflessione intitolata "Nostalgia" chiude questo viaggio immaginario; o meglio la prima parte, dal momento che, dopo aver tirato le somme con un testo intitolato "Ode alle crisi", l’autore si presenta con tre brevi racconti realmente autobiografici, come se avesse potuto conoscere sé stesso e dunque presentarsi agli altri solo dopo aver compiuto questo lontano viaggio interiore.

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giovedì 25 febbraio 2021

"Iconoclast Posters": la creatività nella distruzione. Intervista all'autore Marco De Luca

iconoclasta
/i·co·no·clà·sta/

sostantivo maschile e femminile
1. Distruttore di immagini sacre; seguace o fautore dell'iconoclastia.
2. FIG. Critico, spregiudicato e irriverente, di principi e credenze comuni; come agg., spinto o motivato da un'indiscriminata polemica distruttiva.

De Luca M., "Iconoclast Posters",
2020, El Doctor Sax

Una raccolta di immagini, miniature dei poster realizzati dall'artista Marco De Luca. Icone della nostra cultura rivisitate, dissacrate e reinterpretate. Un titolo che accompagna ogni immagine. Un breve testo, talvolta, a descriverlo. Pagine che possono essere strappate e riutilizzate. Un omaggio alla creatività della distruzione che si fa esso stesso libro da riutilizzare.

Per conoscere questa raccolta, edita da El Doctor Sax, innanzituto bisogna osservare. Per darvi un'idea di ciò di cui si parla, vi invito a visitare la pagina Instagram dell'artista @iconoclastposters. Per comprenderla, invece, bisogna rifletterci su e interpretarla in maniera soggettiva. Leggere le parole del suo autore, però, può essere illuminante, per questo vi lascio alla sua intervista. Vale la pena leggerla tutta!

mercoledì 24 febbraio 2021

In vetrina: "Io, tu e le Piramidi", il romanzo d'esordio firmato Limbrunire

Celeste che cattura, sole-arancia che abbaglia, una mano sulla spalla: una copertina che sa di caldo. E quel titolo, che rafforza l'impatto semantico del calore, col riferimento alle Piramidi, incuriosisce. Cosa c'entrano le Piramidi te lo chiedi sin dall'inizio, poi continui a interrogarti ogni tanto nel corso delle pagine, finché, totalmente assorbito dalla scrittura, te ne dimentichi. (Dalla scrittura sì, perché è il connubio tra lessico e sintassi a intrigare). Ed è allora che la risposta, ambigua e aperta, comunque si rivela.

Limbrunire, "Io, tu e le Piramidi",
2021, Nulla Die Edizioni.

"Io, tu e le Piramidi" è il primo romanzo di Francesco Petacco, in arte Limbrunire, un cantante e musicista ligure che ha sfruttato le sue doti artistiche per dare vita a questo gioiellino di 145 pagine, edito da Nulla Die Edizioni.

mercoledì 17 febbraio 2021

"Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop": l'America del '900 in un caffé

Dalla Grande Depressione agli anni '80, "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" ripercorre decenni di fatti, da quelli quotidiani a quelli eccezionali, che hanno luogo in un paesino dell'Alabama.

Flagg F., "Pomodori verdi fritti",
BUR, 1987.

Le vite di numerosi personaggi sono accomunate dal caffè di Idgie e Ruth, che offre un piatto caldo ai cittadini, siano essi neri o vagabondi, e, attraverso continui sbalzi temporali e differenti punti di vista, la storia delle due proprietarie viene progressivamente intessuta.

lunedì 15 febbraio 2021

Segnalazione: "Ho cambiato i piani per te"

Fare programmi mi riesce particolarmente bene; un po' meno rispettarli. La mania di controllo sugli eventi circostanti e la ricerca di equilibrio si esercitano anche tramite la parvenza d'ordine che il pianificare il futuro ci conferisce. Poco importa se poi effettivamente i piani si realizzino, soprattutto se siamo noi a modificarli. 

Il libro che vi segnalo oggi, appena uscito, si intitola "Ho cambiato i piani per te", suggerendo uno stravolgimento della vita, una scelta che ha cambiato le sorti o un rinnovato senso di libertà... Per scoprirlo, non ci resta che leggerlo!

"Questo romanzo", afferma l'autrice Jolanda Buccella, "nasce durante il periodo di quarantena della primavera scorsa dovuto al Covid 19 ed è stato ispirato dal video di una canzone di una famosissima cantante italiana che magari, chi avrà voglia di seguire la mia pagina Instagram, potrà scoprire."

"Ho cambiato i piani per te"
Jolanda Buccella
Formato e-book
Costo: 2,00 euro

SINOSSI

Paola è una donna segnata dalla vita nell’anima e nel corpo. Nell’anima porta i segni del lutto, della perdita del marito e del figlio in seguito a un pauroso incidente stradale, nel corpo le cicatrici indelebili di quel maledetto incidente. Ha metà volto e buona parte del corpo cosparso di tagli e bruciature e queste sue imperfezioni l’hanno resa fragile, insicura, schiva. Non ama mostrarsi, non porta mai i capelli legati o dei vestiti che possano mostrare troppa pelle alla gente di cui teme anche il più piccolo e impercettibile degli sguardi. 

Paola non ha più niente, non osa volere più niente, l’unica cosa che continua a tenerla in vita è il suo piccolo Bistrot nel centro di Perugia. Soltanto quando se ne sta nel suo laboratorio, con le mani in pasta, riesce a sentire un qualche sollievo a tutti i tormenti che la affliggono.

Federico è un giovane uomo che apparentemente ha tutto. È bello, ricco, circondato da uno stuolo di donne, tuttavia nel profondo del cuore nasconde un immenso dolore che niente e nessuno è mai riuscito a placare: nemmeno gli psicofarmaci di cui ha abusato per anni. Federico pensa di essere il responsabile della morte della sorella Eloisa, avvenuta tredici anni prima durante una gita in barca a vela. Con questo inestirpabile senso di colpa l’uomo convive tuttora, ma ora nella sua vita c’è Paola, anche se lei non lo sa. 

Paola non sa di essere la sua ancora di salvezza perché i due non si conosco, o meglio è lei che non conosce lui. Federico invece la conosce dalla notte del suo incidente, in qualche modo vi è coinvolto e proprio per questo, per rimorso e per dovere, ha deciso di starle silenziosamente accanto durante il suo lungo e a tratti tormentato periodo di convalescenza. 

martedì 9 febbraio 2021

Quanto la cultura rende umani? Il quesito di Kazuo Ishiguro in "Non lasciarmi"

Pulito, scorrevole, limpido: lo stile del Premio Nobel per la Letteratura Kazuo Ishiguro non delude e anche in "Non lasciarmi" conferma la sua forza di scagliarsi verso la pelle del lettore come un dardo di carta, preciso ma delicato. Ogni libro dell'autore di origine giapponese avvolge, come fosse un involucro di pagine, un nucleo scottante: una questione opinabile che viene presentata in modo del tutto naturale.

Sin da subito, la realtà di Kathy, Ruth e Tommy, i tre personaggi principali del romanzo, sembra pervasa da una patina di anomalia, difficile da identificare con sicurezza. Il lettore, d'altronde, condivide la medesima sensazione con i suddetti ragazzi: anche loro sono consapevoli che ci sia qualcosa che ancora sfugge alla loro comprensione, sebbene tutto venga spiegato loro dai tutori.

Ishiguro K., "Non lasciarmi",
Einaudi, 2005.

Kathy racconta la sua infanzia e adolescenza trascorsa a Hailsham, una sorta di collegio, in cui vive con il suo gruppetto di amici e i tutori, visti come punto di riferimento. È qui che si lega a Ruth e a Tommy, un ragazzino che ogni tanto dà di matto. Attraverso salti temporali, la narrazione procede verso l'adolescenza: questa nuova fase della loro vita è ambientata in un altrettanto nuovo contesto, quello dei Cottages.

Le trasformazioni e i passaggi della crescita dei ragazzi avanzano su binari prestabiliti e loro non cercano neanche alternative a quello che è un percorso del tutto naturale. Sanno che non sono destinati ad avere figli, ma che diventeranno "assistenti" e "donatori", eppure la verità gli è stata detta senza risultare totalmente chiara. Non hanno veri e propri genitori, ma un "possibile" di cui non conoscono l'identità e che talvolta ipotizzano possa essere un determinato uomo o donna.

Nulla appare "anormale", perché quella è la realtà in cui sono nati e cresciuti, e che ancora li accomuna. La differenza che intercorre tra loro e gli esseri umani al di fuori è netta, ma sottile, e loro imparano le tecniche per ridurla al minimo. Un mezzo per accorciare le distanze è rappresentato dalle lezioni di educazione artistica - forse una possibilità per aiutarli un domani a posticipare di tre anni la loro fine. 

Uno spazio fondamentale è dato all'arte, che gioca un ruolo importante nei destini dei protagonisti. Quanto la cultura ci rende davvero umani? - sembra chiederci l'autore.

Le emozioni che prova Kathy sono assolutamente umane: la compassione nei confronti di Tommy, la rabbia verso i comportamenti ambigui di Ruth, l'amicizia, il desiderio sessuale, la sensibilità per l'altro e anche per la musica, ad esempio. Quando Kathy scova una cassetta nella sorta di mercato chiamato Grande Incanto, si lascia trasportare dalle note mentre abbraccia a sé un cuscino. Il titolo della canzone è "Never let me go". Madame, una donna seria e misteriosa che seleziona i loro disegni e sembra avere timore di loro, la osserva e si commuove.

"Il nastro era stata la scusa perfetta per quei momenti di felicità, e adesso che era saltata fuori, avremmo dovuto fermarci. Forse fu quella la ragione per cui, con mia stessa sorpresa, all'inizio restai in silenzio; perché pensai di fingere di non averla vista. Adesso che stava lì, proprio davanti a me, sembrava esserci qualcosa di lievemente imbarazzante in quella cassetta, come se ormai fossi troppo grande per lei."

Ogni dettaglio e ogni elemento apparentemente poco chiaro avrà la sua netta spiegazione: tutto sarà utile per ricomporre un quadro completo giunti al termine della storia, quando il lettore, così come i personaggi, prenderanno consapevolezza di quanto stava accadendo. Kathy, Ruth e Tommy non sono comuni esseri umani, ma cloni destinati a donare i loro organi: creati, dunque, con un fine ben preciso, ma sottoposti a un tentativo di essere "umanizzati" quanto più possibile e l'arte non può che essere una delle chiavi per raggiungere tale obiettivo.

Lo stile accurato e la trama originale fanno del romanzo un libro notevole, che si chiude lasciando aperti alcuni interrogativi sull'essere umano. L'identità dell'uomo è forgiata sul sentimento e sulla cultura: ciò che può "umanizzare" l'individuo è l'educazione, che permette di sviluppare la sensibilità e il senso critico. La domanda non è se i cloni meritino una vita dignitosa al pari degli esseri umani, ma se gli esseri umani siano davvero tali, dato l'intento egoistico che soggiace il progetto scientifico. 

Il punto di vista si ribalta, ma la questione, lasciata aperta, è solo sfiorata. Il romanzo si apre e si chiude con linearità e precisione: tutto ciò che ruota intorno al nucleo scottante permane sotto la superficie e dipende dalla sensibilità - non a caso - del lettore e dalla sua volontà di scendere nel profondo.

sabato 6 febbraio 2021

3 bei libri sull'omosessualità

Sempre più numerosi sono i libri dedicati all'omosessualità, talvolta ancora un tabù, ma che, grazie anche al potere dei libri, viene gradualmente dissacrato. La narrativa rispecchia le trasformazioni sociali e i titoli che vi suggerisco ne sono un esempio. Avendo già dedicato delle recensioni più accurate a questi testi, userò il prezioso e complicato dono della sintesi per presentarveli con una descrizione minimalista.


"Febbre" di Jonathan Bazzi
Finalista del Premio Strega 2020
Una confessione senza filtri


"Chiamami col tuo nome" di André Aciman
Con trasposizione cinematografica
Una storia d'amore di passaggio


"Ballo di famiglia" di David Leavitt
Una firma, una garanzia
Racconti sulla società

mercoledì 3 febbraio 2021

Grandi libri piccoli per chi non ha tempo

Chi l'ha detto che i grandi libri devono essere necessariamente lunghi centinaia e centinaia di pagine? La grandezza  dei libri si misura diversamente e i titoli che sto per consigliarvi sono un esempio. 

Esistono capolavori "piccini": classici, o comunque piacevolissime letture, che non richiedono troppo impegno in termini di tempo, perché si aggirano intorno alle cento pagine.

L'ideale per chi pensa di non riuscire a trovare il momento per leggere, ma anche per inebriarsi di significativa leggerezza!

📙 LA FAVOLA DI AMORE E PSICHE di Apuleio

📙 IL PROFETA di K. Gibran

📙 LE NOTTI BIANCHE di F. Dostoevskij

📙 TRE VOLTE ALL'ALBA di A. Baricco

📙 ASPETTANDO GODOT di S. Beckett

📙 UNA STORIA SEMPLICE di L. Sciascia


Buona e veloce lettura!


martedì 2 febbraio 2021

In vetrina: "Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie", un libro che si prende gioco di noi

Irriverente, blasfemo, ironico: "Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie" è un romanzo breve che spiazza, che fa ridere, a volte addirittura ribrezzo per quanto spudorato, ma assolutamente originale, dalla prefazione (da parte della pagina Facebook "Persone che pubblicano canzoni impegnate e non ne capiscono il significato") fino alla conlcusione con rimando a un amato - ebbene sì amato - Covid.

Il narratore si prende gioco di se stesso e della nostra comunità, sopraffatta dall'ansia, e con uno stile del tutto ironico passa in rassegna i dogmi della società contemporanea. L'ansia di cui soffre il protagonista è strettamente collegata al tema della sessualità, dal momento che sembra influire sulla sua impotenza.

lunedì 1 febbraio 2021

Un abruzzese impiantato in America: John Fante e il suo terreno artistico in "Fantiana"

"Questo libro nasce dal desiderio di celebrare John Fante, che ci ha raccontato che non importa se sei italiano, filippino, americano, un vecchio o un quindicenne, uno squattrinato o un ricco signore con la villa a Malibù. Ciò che importa è rimanere vivi, è avere una California da sognare e una Torricella Peligna da portarsi dentro. Sempre."

Nell'introduzione di Gabriele Nero, l'intento della raccolta di testi dedicati all'autore italoamericano emerge chiaramente. "Fantiana" è l'incontro degli appassionati di John Fante che si riuniscono  sempre meno casualmente per condividere l'interesse per le sue opere e il suo verbo: incontro che si è fatto tangibile divenendo un libro in cui esponenti culturali di ogni tipo e di ogni dove trovano il loro minimo comune multiplo.

16 contributi, selezionati da Eduardo Margaretto, divisi in 3 parti (dedicate rispettivamente alla famiglia, alle origini italiane e alla metaletteratura), le quali scavano nell'identità artistica dello scrittore e dei suoi personaggi portando in superficie, come minatori in una miniera d'oro, le tematiche fantiane. Dalle caratteristiche differenti ma ognuno prezioso a suo modo, gli interventi scandagliano il territorio letterario e personale dell'artista per oltrepassare la superficie.

martedì 26 gennaio 2021

Segnalazione:"Il vento non si arrende" di Elisa Bedoni

Il 20 luglio 2020 esce “Il vento non si arrende” di Elisa Bedoni, edito da Biplane Edizioni - Collana Voli a Planare.

"Il vento non si arrende"
Elisa Bedoni
ISBN: 9788832205053
Costo: 14,00 euro


SINOSSI

Tutto ha inizio con l’arrivo di un uragano - quello che colpì nel 2001 alcuni paesi della Lombardia - e con un ricongiungimento. Daria ritrova dopo anni la sua amica del cuore, Sam, dalla quale si era allontanata. Non è l’unica scelta che ha compiuto Daria dettata dalla paura - ad esempio la relazione con Pietro. La paura di non farcela da sola, la paura dell’abbandono. Ma di paure non si vive davvero, e la vita fa sempre in modo di dare opportunità per riconnettersi al cuore e ai desideri, ai sogni. E così accade anche per lei. Un vento forte, il ritrovamento di qualcosa di prezioso - Sam - e Daria comincia a guardarsi veramente dentro. Da lì, un viaggio a due verso Assisi per cercare Leo, uscito dalla vita di Sam e rientrato nella vita di Daria, ma di cui entrambe hanno perso le tracce. Leo “è” il vento. Leo vola in deltaplano e ha un grande desiderio: far volare Daria. Daria spiccherà il volo?

domenica 24 gennaio 2021

"Tonywood. Storie e racconti di un ragazzo autistico": un libro che è un segnale

 "Antonio ha 21 anni ed è autistico [...]. Come molte delle persone autistiche, ha però anche alcune competenze particolarmente spiccate. Probabilmente spiccano perché non ci si aspetterebbe da loro qualcosa che stona (positivamente e sorprendentemente) con il loro modo di essere".

"Tonywood" è una raccolta di racconti, scritti da Antonio sin da quando frequentava le scuole medie. Un libro che, per il solo fatto di esistere, mi ha sorpreso e commosso ed emozionato. È sorprendente come la diversità sia qualcosa di prezioso; commovente come i genitori siano in grado di regalare ai figli possibilità, potenziando le loro inclinazioni; emozionante sapere che progetti e collaborazioni, per dare un presente ai ragazzi che terminano la scuola, funzionino.

mercoledì 20 gennaio 2021

A tu per tu con Liz Chester Brown, alla scoperta del suo romanzo "Io sono una famiglia. Il gabbiano"

Famiglia: una parola che, come un'eco d'amore, risuona a distanza di tempo portando con sé significati molteplici, quali conforto, sicurezza, calore. Eppure il nido può nascondere anche sfumature più ombrose, come incomprensioni, malesseri, se non addirittura violenze psicologiche. 

Nel romanzo "Io sono una famiglia. Il gabbiano", Liz Chester Brown  descrive la crescita di Arianna in un ambiente familiare poco sereno, a causa delle insoddisfazioni materne. Ripercorrendo il passato dei genitori, l'autrice rintraccia le cause dei comportamenti esagerati della madre, la quale rappresenta un enorme ostacolo per l'autostima e la realizzazione personale della figlia.

lunedì 18 gennaio 2021

Sally Rooney, "Persone normali": la normalità di sentirsi diversi

Connell e Marianne si evitano, ma si piacciono. Oppure si piacciono, perciò si evitano.  Il loro incontrarsi è naturale, naturale come le loro incomprensioni. La relazione tra amicizia e amore, incontri e scontri, è assolutamente normale, eppure normali non si sentono affatto. Marianne, sofisticata, intelligente, orgogliosa e solitaria; Connell timido, simpatico, insicuro: diversi, ma davvero se stessi solo l'uno con l'altra. 

Rooney S., "Persone normali",
Einaudi, 2018.

Sally Rooney ha brillantemente descritto la normalità del sentirsi diversi nel romanzo "Persone normali", attraverso le storie dei due protagonisti, Connell e Marianne. Frequentano l'ultimo anno della scuola superiore quando iniziano a frequentarsi, senza uscire, però, allo scoperto, per non non intaccare gli equilibri sociali che regolano i rapporti tra gli adolescenti.

lunedì 11 gennaio 2021

Segnalazione: "Il cuore del cuore" di Mario Congiusti

Se conoscete "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" di Jonas Jonasson, non può che tornarvi in mente leggendo il romanzo "Il cuore del cuore". In comune, l'ambientazione in una casa di riposo, che, in realtà, è solo il punto di partenza per una fuga clamorosa. La premessa, del tutto avvincente, lascia spazio a uno sviluppo che incuriosisce: un il viaggio un po' folle di una coppia di anziani alla ricerca della loro libertà. Per quanto ironico, il romanzo del giovane autore Mario Congiusti pone l'attenzione su una categoria spesso trascurata, quella degli anziani, e sulla realtà monotona e talvolta insopportabile delle case di riposo, dove l'identità dei singoli sembra quasi livellarsi con l'avanzare dell'età e di eventuali malattie. L'autore stesso ci presenta il suo romanzo, di cui vi trascrivo scheda libro e trama a fine post.

Intervista all'autore

Mario Congiusti è nato in provincia di Brescia nel 1978. 
Laureato in psicologia all’Università “La Sapienza” 
di Roma, scrive testi per programmi televisivi e radiofonici.


1. Cosa rappresenta per te la scrittura?

La scrittura per me è sempre stata una valvola di sfogo, anche se la risposta potrebbe apparire scontata. Mi è sempre stata fondamentale.

2. Quanto la scrittura è un'attività legata alla lettura?

Credo che il lavoro dello scrittore si compensi con quello del lettore, in quanto la lettura migliora notevolmente, per forza di cose, la capacità di scrittura.

3. Uno dei tuoi autori/libri preferiti?

Su due piedi “Baudolino” di Umberto Eco.

4. Ti ricordi com'è nato il tuo romanzo, quali sono le prime immagini e/o parole che hai buttato giù?

Il mio romanzo è nato da un racconto scritto molti anni fa e poi rilavorato successivamente. Le prime immagini sono legate ai due protagonisti principali, che ho visto dentro di me fin da subito.

5. Il libro sembra essere molto ironico, ma c'è un motivo specifico per cui hai scelto come ambientazione la casa di riposo?

L'ambientazione della casa di riposo è soltanto superficiale. Era il luogo più adatto ai due protagonisti, ed è il fulcro della loro solitudine.

6. Il tema del viaggio è uno dei più antichi e simbolici in ambito letterario. Che cosa rappresenta il viaggio dei due anziani nel tuo romanzo?

Per i due protagonisti quel viaggio è ovviamente un gesto di speranza oltre che la via che permette loro di tornare a sentirsi vivi nonostante l'età e le avversità del loro passato.

7. Qual è (se c'è) il target di lettori a cui è rivolto?

Credo che si possa definire un classico esempio di romanzo o di storia tardo-adolescenziale, quindi rivolta ad un pubblico dai diciotto in su…



Scheda libro

Titolo: "Il cuore del cuore"

Autore: Mario Congiusti

Illustrazione: Lucia Ferrari

Prezzo: cartaceo 14,99 euro, ebook 2,99 euro 

Dove trovarlo?

Il romanzo è attualmente disponibile in formato kindle su amazon, e sui principali store in versione cartacea, per ordinazione online oppure direttamente in libreria (Amazon, IBS, Mondadori store, la Feltrinelli…). Il romanzo sarà disponibile su kobo, apple books e google play books a partire dal 25 marzo.

domenica 10 gennaio 2021

A. Forgione, "Napoli mon amour"

Esordio letterario del giovane scrittore Alessio Forgione,  "Napoli mon amour" è un romanzo sulla forza di attrazione e sulla correlata capacità di distruzione che esercita il contesto sull'individuo. L'autore, affermatosi sul panorama letterario italiano con il suo secondo romanzo, "Giovanissimi" (candidato al Premio Strega), affida il racconto a un narratore-protagonista che vive a Napoli, presenza preponderante ma paradossalmente tacita. 

Forgione A., "Napoli mon amour",
NN Editore, 2018.

In cerca di un lavoro nella sua città, idealmente intenzionato a stabilirsi a Londra in cerca di stabilità economica, con l'ossessione dei soldi spesi - date le scarse risorse - e la passione per la scrittura, il protagonista trascorre le sue giornate con l'amico Russo, i film e le partite del Napoli in TV. La monotonia dell'esistenza sembra essersi impossessato di lui come un virus silenzioso ma potente, che lo debilita gradualmente. L'intenzione di cambiare il corso della sua vita è quasi una ossessione, ma stenta a concretizzarsi.

La principale valvola di sfogo e motore intellettuale è rappresentata dalla scrittura, un'attività che non lo assorbe in maniera prepotente, ma nella quale ripone sempre più fiducia, soprattutto dopo l'incontro con Nina. Lei è la carne che brucia, la speranza del cambiamento, la naturalezza dell'amore e la semplicità di condividere un piatto di pasta. Sarà con Nina che il protagonista deciderà di andare a Roma a bussare alla porta dello scrittore Raffaele La Capria, autore del suo adorato "Ferito a morte", per presentargli dei suoi racconti. 

La ragazza e la scrittura sono le uniche fonti di luce che il giovane scorge nel buio della sua città, che comunque tanto ama. Napoli, come Hiroshima nel capolavoro cinematografico di Alain Resnais, "Hiroshima mon amour" a cui rimanda il titolo del romanzo, è una città bombardata, dissestata, distrutta dal punto di vista delle possibilità che ha da offrire , ma anche nel vuoto e nell'aridità può nascere la bellezza, come quella di una storia d'amore. Che poi sopravviva o meno è un'altra questione.

Il romanzo di Forgione mi ha colpito molto e per il rimando a un film che, dal punto di vista affettivo, è per me significativo - e la conseguente interpretazione che l'autore ne fa -, e per il suo stile, mirato e nudo. Un libro breve, ma di spessore; semplice, dal punto di vista sintattico e linguistico, ma intenso. Lo consiglio vivamente.

sabato 9 gennaio 2021

A. D'Avenia: la rivoluzione de "L'appello"

Ogni mattina, in ogni classe di ogni scuola si svolge l'appello, quella procedura ormai piuttosto meccanica di chiamata e risposta per verificare la presenza in aula degli alunni. L'appello può caricarsi di una sfumatura emotiva più consistente quando avviene, ad esempio, il primo giorno di scuola o da parte di un professore che entra in una nuova classe. In questi e altri casi assume una nota più colorita, dovuta alla motivazione per cui si nominano gli alunni: l'intenzione è quella di conoscere qualcosa di loro, di sapere come siano andate le vacanze, quali siano le loro passioni, insomma di farli parlare un po'. Se l'appello così interpretato diventasse una vera e propria rivoluzione? Un nuovo metodo su cui improntare la didattica, volta a estrapolare informazioni dallo studente per adattarle alla materia oggetto di studio, piuttosto che favorire il processo inverso, argomento-studente?

Nel suo ultimo romanzo, Alessandro D'Avenia, docente di Lettere e autore di diversi testi, alcuni dei quali già ambientati in contesto scolastico (vedi "Bianca come il latte, rossa come il sangue", libro d'esordio) o influenzati dall'essere insegnante (come "L'arte di essere fragili"), impronta la storia proprio sul significato dell'appello, come venisse spogliato della ruggine del tempo che ne ha manomesso l'ingranaggio per renderlo più utile, originale e funzionale.

D'Avenia A., "L'appello",
Mondadori, 2020.

Professore di scienze, quarantacinque anni, moglie e due figli: Omero Romeo torna a insegnare dopo qualche anno di pausa, da quando la cecità lo ha colpito. Non è facile rimettersi in gioco e convivere con la disabilità, ma ha ormai affinato gli altri sensi e sperimentato doti come la delicatezza, la sensibilità e l'attenzione nei confronti dell'altro, che lo aiutano a far breccia nei cuori degli studenti. Classe-ghetto composta da dieci alunni, ognuno con una storia particolare alle spalle, non distribuiti in varie classi ma tenuti insieme per timore di "contaminarle", la quinta è costituita da dieci alunni, che il professore attende facciano il loro ingresso in aula.